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Molti tra gli escursionisti, alpinisti e scialpinisti che ogni anno e in ogni stagione percorrono la Grigna Settentrionale si saranno chiesti quanti siano e dove portino gli innumerevoli buchi che ne costellano la superficie.

Formate dalla reazione chimica di acque rese acide dalla CO2 sulle rocce calcaree e dolomitiche delle Grigne, alcune di queste grotte hanno sviluppi di diversi chilometri, e profondità che superano i 1000 m: questo fa del Grignone una delle aree carsiche più importanti d’Italia, con alcune delle grotte più profonde d’Europa.

Le cavità hanno spesso andamento verticale, così come quella del Grignone fotografata da Lorenzo Rossato.